La gestione dello stress sul posto di lavoro

È possibile mettere in atto una valida gestione dello stress sul posto di lavoro? Sì, se si conoscono i principi dello stress management e i migliori metodi.
Partiamo da una risposta primordiale: cos’è lo stress?
Lo stress è una risposta non specifica dell’organismo a qualsiasi pressione o richiesta sia interna sia esterna (Selye, 1955).
Risposta fisiologica, automatica e istintiva di un organismo vivente in cui i cambiamenti neurobiologici, biologici e anatomici hanno luogo senza la sua decisione conscia: è una reazione somatica difensiva, ma adattiva, che crea una risposta psicologica alternativa necessaria per rispondere al nuovo stato fisiologico.

In ambito medico o biologico lo stress è caratterizzato da fattori fisici, mentali e/o emozionali ed è causa di tensioni fisiche e mentali.
Lo stress può essere esterno (derivante da fattori ambientali, situazioni psicologiche o sociali) o interno (malattie, disturbi psicosomatici, malessere).
Ormoni come adrenalina o noradrenalina, prodotti dallo stress, facilitano le reazioni fisiche immediate associate ad una preparazione muscolare tensivo/aggressiva, con notevoli ripercussioni a livello neurofisiologico, quali ad esempio l’accelerazione del battito cardiaco, l’inibizione delle normali funzioni di stomaco ed intestino superiore, sfinteri, costrizione e/o dilatazione dei vasi sanguigni.

Lo stress può causare o influenzare molte condizioni mediche: può rallentare la guarigione, essere alla base dell’intestino irritabile, di ipertensione, diabete e molte altre condizioni importanti. Senza pensare alle ripercussioni psicologiche, risultando essere correlato alla sintomatologia di depressione e ansia.

Stress management: la gestione dell’esaurimento lavorativo

La formazione sulla gestione dello stress ha valore come attività di prevenzione negli ambienti di lavoro SMT (stress management training), ma il suo utilizzo come strategia di trattamento per i lavoratori che sono in difficoltà non è ancora supportato concettualmente o empiricamente.
Per questo motivo è necessario intervenire preventivamente. Le aziende e i professionisti sono incoraggiati a considerare la SMT non come un’attività isolata ma come una componente integrata delle attività di salute e sicurezza sul lavoro. Sarebbe richiesto un approccio olistico che incorpora la gestione dello stress, nelle filosofie di salute e sicurezza aziendali, in modo più strategico. (A Review of Organizational Stress Management Research: Methodological Considerations Lawrence R. Murphy PhD)

In una situazione di cambiamento senza precedenti, come quella che ci siamo trovati a fronteggiare nell’emergenza Covid19, le organizzazioni che hanno dimostrato di essere più resilienti non sono quelle con più risorse o dotate di piani e procedure più strutturate, ma quelle capaci di adattarsi e rispondere velocemente alle discontinuità. Anche per questo le organizzazioni devono diventare “agili”, organismi sociali di persone in grado di coordinarsi e adattarsi man mano che gli eventi accadono, reagendo tempestivamente e in modo adattativo alle trasformazioni dell’ambiente. Si tratta di una trasformazione profonda che investe cultura, competenze, processi, la stessa organizzativa e il modo di relazionarsi con l’ecosistema. I nuovi principi organizzativi su cui si basarsi sono quelli di una leadership non gerarchica, ma flessibile e partecipativa, capace di ingaggiare le persone in profondità ed esaltarne e orchestrarne le diversità”.
– Mariano Corso, Responsabile scientifico dell’Osservatorio HR Innovation Practice

Le Aziende che oggi vogliono posizionarsi sul mercato con sempre maggiore successo in termini di produttività e performance o che vogliono mantenere il proprio posizionamento, scelgono di avvalersi di strumenti e conoscenze riguardanti lo stress, il suo impatto sui principali driver organizzativi di successo e le possibilità di intervento in termini di gestione e management dello Stress.

Gestire lo stress da lavoro: perché farlo?

Lo stress riduce la visione e rende persone, aziende, organizzazioni più vulnerabili nei vari settori di riferimento.
Un costrutto complesso, multidimensionale, a tratti insidioso. Difficile rintracciare il nesso di causalità, rispetto ai suoi effetti, data la sua multifattorialità e specificità. I sintomi da stress possono rimanere a lungo invisibili.
Questo è uno dei suoi fattori più critici.

Possiamo considerarlo il disturbo del nostro secolo. Dove quel che è osservabile è solo una parte di quello che in profondità, accade.
Lo stress si collega a tutta una serie di disfunzioni che vanno lungo un continuum acuto – cronico, che chiaramente implica il suo livello di importanza o gravità, ma anche lungo l’asse persona – organizzazione.
Quando una azienda non riconosce il valore di attuare, anche preventivamente, progetti di analisi ed intervento sullo stress, solitamente, di fronte ad una necessità di cambiamento, crisi o emergenza, o difficoltà, ne potrà osservare gli effetti.

Chiaramente non è scontato investire tempo ed energia in qualcosa che si presume possa ad un certo punto emergere, ossia investire sulla prevenzione. L’esperienza di molti però offre una fotografia piuttosto chiara di una realtà in cui lo stress management si renderebbe utile e necessario, al pari di altre funzioni organizzative imprescindibili – Come, ad esempio, sono considerati gli adempimenti rispetto alla sicurezza.
In molti contesti organizzativi ancora oggi, nonostante tutte le informazioni che abbiamo, lo stress viene toccato o potenzialmente ‘gestito’, solo nell’ambito dei programmi di salute sui luoghi di lavoro, che spesso si sono rivelati insufficienti ed obsoleti.

In effetti molto spesso le valutazioni sullo stress che provengono da quel tipo di analisi, sono o si rivelano quantomeno parziali, rispetto alla grandezza e complessità dello stress. Guardare allo Stress Management come ad un adempimento, può rivelarsi a posteriori un boomerang con effetti importanti: ogni persona all’interno di una organizzazione è portatrice di un suo carico di stress.
In taluni casi questo è ben gestito dalle persone. In altri, invece, le persone non sono in grado, non ce la fanno, non hanno strumenti, o semplicemente sono già sotto stress.

Tecniche di gestione dello stress: una skill necessaria

Le persone come le aziende sono portatori di stress diversi: non si lasciano a casa la vita. Ecco perché anche le aziende si stressano e lo stress organizzativo ed aziendale merita la nostra attenzione.
Noi di Azimuth guardiamo allo Stress Management come ad una skill necessaria, che si inserisce tra le competenze trasversali di cui oggi si ha bisogno per essere performanti. Ci occupiamo dello stress organizzativo, tenendo conto del duplice livello di analisi che questo implica.
Il cognitivo ed il corporeo. Il mentale e l’emotivo. Oggi sappiamo bene che sono le emozioni a guidare i processi e le persone.

Avere consapevolezza di ciò, è già molto. Si provi ad immaginare un team come un organismo umano, dotato di un corpo e una mente. Sarà più facile capire come, se una parte va sotto stress, secondo un principio integrante di identità funzionale, tutte le altre ne risentiranno.
Si fa formazione su molti ambiti che concorrono al successo di team, gruppi, organizzazioni. Ancora scarsa, invece, l’attenzione riservata in termini formativi allo stress, alle sue manifestazioni, differenziabili da persona a persona, da azienda ad azienda.

Come possiamo “Imparare dal futuro. Come sviluppare una solida strategia in tempi di estrema incertezza? E’ la domanda prioritaria che devono porsi i leader quando si preparano ad affrontare il futuro. E nel pieno di una pandemia globale, trovare una risposta, è più urgente che mai”. (Harvard Business Review Italia, 2020)

L’attivazione di programmi e processi di Stress Management attualmente può essere di sostegno nel ridefinire la rotta interna, in termini di efficacia ed efficienza. Questi forniscono strumenti utilizzabili a breve termine, che tengono conto di quanto lo stress possa impattare sul benessere organizzativo generale, in termini di wellbeing, work – Life balance e in ultimo, ma non per importanza, sulla possibilità di dare corpo ad un management che dia valore alla serenità/benessere sui luoghi di lavoro, come elemento di crescita essenziale in questo momento storico. Prevenire può essere importante tanto quanto intervenire.

Trattandosi di un costrutto difficile, si rende necessario un approccio integrato, utile a rispondere alla complessità, caratterizzato da un mix metodologico in grado di rispondere ad esigenze comportamentali, cognitive, emozionali, corporee e relazionali alla base di ogni individuo ed organizzazione.

Violante Veronesi

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